Gli avvenimenti dolorosi di questi giorni ci fanno riandare alla storia del popolo d’Israele, in fuga dall’Egitto e incamminato verso la terra di Canaan, sognata come terra promessa. Non avevano un lungo percorso da fare, ma per le beghe e le continue divisioni, ciò che pareva un sogno realizzato, divenne un lungo peregrinare in terre inospitali, finché la promessa divenne realtà. La lezione fu così determinante che gli Ebrei ci diedero i primi cinque libri della Bibbia per raccontare e riflettere su quegli avvenimenti, ripresi in seguito dai Profeti. Abbiamo in dono degli ammaestramenti imperituri, da cui possiamo ricevere sempre indicazioni per la nostra vita. Ma non in modo automatico! Nella vita umana gli automatismi servono per le cose usuali, non per quelle decisive. Noi oggi ci troviamo nel «nostro» deserto,quale mai avremmo immaginato solo a Natale. Viviamo una reale Quaresima, fatta non di quarantene, ma di smarrimento nel deserto della vita. È proprio questa a trovarsi
improvvisamente senza acqua e senza cibo, perché siamo presi alla sprovvista. Ma, stranamente, continuiamo a litigare e a contrapporci in quello stupido e mortale gioco del sovranismo: prima noi! Tanto prima, che gli altri non solo vengono dopo, ma sono dimenticati. Questo vale per il mondo evoluto, con gli Usa al primo posto. Ma non siamo male neanche noi europei, a cominciare dai popoli che si ritengono più virtuosi e che perdono la loro virtù nell’egoismo, soprattutto economico e nordico. La pandemia attuale può essere, deve essere, l’occasione per ritrovarci un popolo solo, fratelli di una sola famiglia. Ma per questo abbiamo bisogno di ritrovare il Padre, per noi cristiani, quel Dio di Gesù Cristo che ha percorso con noi la via del deserto e ci ha condotti nel paese della vita, ben oltre questo tempo limitato. Invece di abbandonarci alla leggerezza, alla irresponsabilità o alla disperazione, a seconda dei casi, è saggio ritrovare la strada che porta a Dio, come difesa della vita, ora e per i secoli futuri, perché la fede ci proietta nell’eternità. Ma questa non ci fa perdere il senso del presente, anzi lo potenzia, proprio nel prodigio della Pasqua. Ritornare a Dio per ritornare a noi e ritrovarci fratelli. (Marino Qualizza)
V težkim cajtu koronavirusa ima Velika nuoč še buj globok pomien, sa’ nam sporoča, de tudi mi bomo vstali od smrti. »Tuole vajà tudi za našo Benečijo, ki je zgubila puno dobrin, začenši od ljudì, ki jih nie vič, od naših vasì, ki so vse buj prazne. Zatuo muoramo nazaj ušafati pot, ki nas peje do Boga, skuoze velikonočnega Jezusa Kristusa, ki je pred nami šu po poti tarplenja in je vstù na večni dan življenja, zase in za nas. Naj nas Marija vodi po pravi poti, de nas nobedna skušnjava ne zmoti,« poudarja msgr. Marino Qualizza.
Ritrovarci unico popolo_Da bi spet postali eno samo ljudstvo
Gli avvenimenti dolorosi di questi giorni ci fanno riandare alla storia del popolo d’Israele, in fuga dall’Egitto e incamminato verso la terra di Canaan, sognata come terra promessa. Non avevano un lungo percorso da fare, ma per le beghe e le continue divisioni, ciò che pareva un sogno realizzato, divenne un lungo peregrinare in terre inospitali, finché la promessa divenne realtà. La lezione fu così determinante che gli Ebrei ci diedero i primi cinque libri della Bibbia per raccontare e riflettere su quegli avvenimenti, ripresi in seguito dai Profeti. Abbiamo in dono degli ammaestramenti imperituri, da cui possiamo ricevere sempre indicazioni per la nostra vita. Ma non in modo automatico! Nella vita umana gli automatismi servono per le cose usuali, non per quelle decisive. Noi oggi ci troviamo nel «nostro» deserto,quale mai avremmo immaginato solo a Natale. Viviamo una reale Quaresima, fatta non di quarantene, ma di smarrimento nel deserto della vita. È proprio questa a trovarsi
improvvisamente senza acqua e senza cibo, perché siamo presi alla sprovvista. Ma, stranamente, continuiamo a litigare e a contrapporci in quello stupido e mortale gioco del sovranismo: prima noi! Tanto prima, che gli altri non solo vengono dopo, ma sono dimenticati. Questo vale per il mondo evoluto, con gli Usa al primo posto. Ma non siamo male neanche noi europei, a cominciare dai popoli che si ritengono più virtuosi e che perdono la loro virtù nell’egoismo, soprattutto economico e nordico. La pandemia attuale può essere, deve essere, l’occasione per ritrovarci un popolo solo, fratelli di una sola famiglia. Ma per questo abbiamo bisogno di ritrovare il Padre, per noi cristiani, quel Dio di Gesù Cristo che ha percorso con noi la via del deserto e ci ha condotti nel paese della vita, ben oltre questo tempo limitato. Invece di abbandonarci alla leggerezza, alla irresponsabilità o alla disperazione, a seconda dei casi, è saggio ritrovare la strada che porta a Dio, come difesa della vita, ora e per i secoli futuri, perché la fede ci proietta nell’eternità. Ma questa non ci fa perdere il senso del presente, anzi lo potenzia, proprio nel prodigio della Pasqua. Ritornare a Dio per ritornare a noi e ritrovarci fratelli. (Marino Qualizza)
V težkim cajtu koronavirusa ima Velika nuoč še buj globok pomien, sa’ nam sporoča, de tudi mi bomo vstali od smrti. »Tuole vajà tudi za našo Benečijo, ki je zgubila puno dobrin, začenši od ljudì, ki jih nie vič, od naših vasì, ki so vse buj prazne. Zatuo muoramo nazaj ušafati pot, ki nas peje do Boga, skuoze velikonočnega Jezusa Kristusa, ki je pred nami šu po poti tarplenja in je vstù na večni dan življenja, zase in za nas. Naj nas Marija vodi po pravi poti, de nas nobedna skušnjava ne zmoti,« poudarja msgr. Marino Qualizza.
Deli članek / Condividi l’articolo
Zadnje novice
Ultime notizie
Tromeja v fotografski razstavi_Tromeja, mostra fotografica
Natečaj za memeje v rezijanščini_Concorso per meme in resiano
Izšel je Slovit 1/2024 _ È uscito lo Slovit 1/2024
Za boljše zdravstvo, prevoze in šolstvo_Idee per sanità, trasporti e istruzione
Garmak, Fabello: »Prostor mlajšim!«_Grimacco, Fabello: «Forza giovani!»
»Maunik trail« ni muha enodnevnica_«Maunik trail», progetto oltre lo sport
Gospod Alberto Zanier za Rezijo_ Don Alberto Zanier per Resia
»Kinderalm« za sposobnega upravitelja_Il Kinderalm per una gestione capace
Za turistični potencial Kozlovega roba_Per il potenziale turistico di Kozlov rob
Ne spreglejte Doma z dne 15. 3._Primo piano sul Dom del 15/3